Vino-emblema della Maremma, il Morellino di Scansano vanta origini molto antiche. Per primi
gli etruschi, poi i romani, scelsero di insediarsi in questi luoghi, ideali per coltivare la vite e l’olivo. Durante i mesi caldi dell’anno, i funzionari ed i notabili di Grosseto con le famiglie e i servi al seguito si riversavano su questi arieggiati colli. In breve sorsero palazzi, ville e fattorie e la zona diventò
un potente centro agricolo, dedito soprattutto alla viticoltura. Nell’Archivio Storico del Comune di Scansano sono conservati interessanti documenti come gli statuti della terra e del contado, del XV secolo, che prevedevano aspre pene per chiunque danneggiasse i vigneti. Il passaggio dai Medici
ai Lorena nel 1737 portò nuove prospettive di sviluppo per la Maremma, Scansano ne divenne ufficialmente la ‘capitale estiva’ e ciò favorì lo sviluppo del commercio e dell’agricoltura
fino a tempi più recenti.
La zona di produzione del Morellino di Scansano, caratterizzata da un clima mediterraneo, si estende nella parte meridionale della Toscana, su 58.000 ettari di territorio collinare tra i fiumi Ombrone e Albegna. Nel 1978 fu approvato il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (d.o.c.) con il relativo disciplinare che sancisce la provenienza delle uve di Morellino dal Comune
di Scansano e parte dei comuni di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna. Nel 1992 nasce il Consorzio a tutela del Morellino di Scansano,
con l’obiettivo di dare un indirizzo alla politica vitivinicola del territorio, garantire la qualità
e valorizzare il prodotto sul mercato. Nel novembre 2006 è stato approvato il riconoscimento
della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.